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Star Wars: Gli Ultimi Jedi (2017)

Star Wars: Gli Ultimi Jedi - recensione di Sciamano

Star Wars: Gli ultimi Jedi (2017) è l'ottavo capitolo della saga Guerre Stellari

Mentre il Primo Ordine insegue gli ultimi distaccamenti della Resistenza guidati da Leia Organa, la giovane Rey è al cospetto del leggendario Jedi Luke Skywalker ritiratosi lontano da tutti in un luogo remoto ...

Tit. Originale: Star Wars: The last Jedi
Paese: USA
Rating: 7/10

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Mentre il Primo Ordine insegue gli ultimi distaccamenti della Resistenza guidati da Leia Organa, la giovane Rey è al cospetto del leggendario Jedi Luke Skywalker ritiratosi lontano da tutti in un luogo remoto. La ragazza vuole convincere Luke ad aiutare la Resistenza, ma il maturo Jedi è reticente, anche quando Rey lo interroga sui poteri della Forza. Intanto il Lato Oscuro nella figura del gerarca Kylo Ren sta per subire l'ennesima mutazione, il ragazzo rimproverato dal leader supremo Snoke è rabbioso e deciso a distruggere una volta per tutte i ribelli.

Nel quarantennale del primo Guerre Stellari (1977) la saga sembra decisa a prendere una svolta drastica, e di conseguenza dolorosa. Nel sottotitolo Gli Ultimi Jedi si nasconde la volontà di intenti del regista e (soprattutto) sceneggiatore Rian Johnson, molto vicina a un funerale dei vecchi personaggi e atmosfere a favore di nuovi orizzonti ed eroi. Una situazione non semplice ma forse inevitabile alla luce dei sei capitoli storici della gestione Lucas e il precedente Il Risveglio della Forza (2015) di Abrams, abile nel riuscire a risultare allo stesso tempo nostalgico e introduttivo verso una nuova era. Il coraggio di tale compito tuttavia non sembra da ricondurre a Johnson, quanto alla sua investitura da parte della Disney che crede nel regista al punto da avergli affidato una già annunciata futura trilogia di Star Wars. Il rinnovamento comporta un prezzo caro da pagare, dato che la pellicola  subisce la pressione del mondo espanso commerciale/industriale della Disney e ai cinecomics Marvel da lei gestiti, e a cui Star Wars: Gli ultimi Jedi tende (pur)troppo a somigliare.

Il forte cromatismo rosso e nero che pervade la fotografia e gli scenari dei set principali, simboleggia un duello in corso, tra vecchio e nuovo, tra Luke e Rey, ma anche tra Kylo Ren e il vecchio leader Snoke, con il rosso che a un certo punto spruzza come sangue da una ferita aperta, quella che buona parte del pubblico subisce nel vedere quasi crollare un mondo. Star Wars: Gli ultimi Jedi elude molti interrogativi del capitolo precedente, inoltre lascia perplessi per il trattamento riservato a delle icone supreme come Luke Skywalker: se nel film di Abrams il personaggio di Mark Hamill era appena accennato e circondato di sacralità epica, in questo capitolo imperversa con inaspettati comportamenti. Un capitolo destinato forse più di ogni altro a dividere i giudizi, un peso che Rian Johnson deve sobbarcarsi in un'opera dall'eccessiva durata, con dei passaggi alterni di stanchi e banali dialoghi a momenti spettacolari e ricchi in linea con la tradizione: Il prologo belligerante sembra riprendere i toni del recente spin-off Rogue One (2016) che, per paradosso, appare con più riferimenti alla Sacra Trilogia (la prima).

Star Wars: Gli Ultimi Jedi - Recensione Sciamano

Spesso annunciato come una rivisitazione de L'impero Colpisce Ancora (1981), dopo avere appurato la struttura similare de Il Risveglio della Forza nei confronti di Guerre Stellari (1977), il film di Johnston se ne discosta seppure non rinunci ad evidenti rimandi: il confronto tra Rey e Luke ricorda l'addestramento del Maestro Yoda al giovane Luke, il combattimento ambientato nel deserto di sale invece è un omaggio all'attacco delle truppe imperiali nel prologo del film di Irvin Kershner. I giovani eroi emersi nel capitolo precedente non brillano come era lecito attendersi: Rey (Daisy Ridley)pare sacrificata in un percorso di training e di conoscenza della Forza tirato anche troppo per le lunghe, il Finn di John Boyega si perde un po' in una sotto-trama al fianco del nuovo personaggio di Rose, impegnato in un'azione di sabotaggio in cui salta fuori anche il noto Benicio De Toro (un altro gancio al mondo Marvel) nella parte di un hacker dello spazio.

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Chi ne esce meglio è il Kylo Ren di Adam Driver, e non è un caso visto che il personaggio incarna lo spirito ribelle di Star Wars: Gli ultimi Jedi, molto bello inoltre il character design dell'attore, con una cicatrice che gli solca il viso come il make up di una glam-star anni 70. Se qualcuno ha dei dubbi a riguardo giunge la sequenza in cui si libera della maschera (del passato) facendola letteralmente a pezzi. Il film è un sobbalzo continuo di alti, le scene spettacolari dei combattimenti che spesso vedono al centro lo scoppiettante e agitato Poe Dameron di Oscar Isacc, e di bassi, come la comicità spesso fuori luogo: la conversazione iniziale tra Poe Dameron e il Generale Hux sembra Balle Spaziali (incredibile ma vero), la scena del "ferro da stiro" sembra uscita invece da Top Secret (1985), imbarazzante. Il film rischia di essere ricordato per una scena con protagonista la principessa/generale Leia della compianta Carrie Fisher, morta poco dopo le riprese, un momento incentrato sui poteri della Forza molto discutibile. Opera controversa ma dal sicuro successo, si prevedono incassi miliardari, del resto pur con i suoi rischi assunti si tratta di un appuntamento da non perdere. La Disney intanto pare avere preso subito le contromisure se è vero che per il capitolo 9 (uscita prevista dicembre 2019) è confermato il ritorno per la regia/sceneggiatura del figliol prodigo J.J. Abrams.

Sciamano

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Fantascienza, Star Wars, Rogue One, Carrie Fisher, Mark Hamill, JJ Abrams, Rian Johnson, Star Wars: Gli Ultimi Jedi

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