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Suburbicon

Suburbicon

Arriva al cinema il film di George Clooney.

Nuovo lavoro alla regia per Clooney che dirige Suburbicon su una sceneggiatura originale di Joel ed Ethan Coen. Nel cast Matt Damon, Julianne Moore e Oscar Isaac.

Il progetto di questa black comedy ambientata alla fine degli anni '50, nasce da molto lontano quando nel 1986 i fratelli Coen scrissero una sceneggiatura su come un uomo tranquillo e onesto possa trasformarsi in giustiziere a seguito di un'aggressione subita...

Lo script dei "Boys", come Clooney chiama amichevolmente i Coen, è stato ripreso e integrato dallo stesso regista e da Grant Heslov, quando nel 2005 è stato deciso di portare sullo schermo la storia, ispirandosi anche a fatti realmente accaduti.

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Tutto ruota intorno alla figura di Gardner Lodge interpretato da Matt Damon che per calarsi meglio nel ruolo ha esaminato tantissime fotografie di quel periodo per trovare la giusta fisicità del suo personaggio. "Ho messo su qualche chilo", confessa Damon. "Gli uomini degli anni '50 non si tenevano in forma come facciamo oggi, o erano magrissimi o erano belli grassi. Mio nonno era uno di quelli grassi e io ho voluto assomigliargli, quindi ho dovuto modificare la linea del mio fisico. E' un piccolo dettaglio, ma è molto tipico di quegli anni".

Il trailer italiano di Suburbicon - Dove Tutto è Come Sembra

Al di là degli aspetti esteriori la prova di Damon è interessante perché gli offre l'opportunità di descrivere una personalità ambigua e in qualche modo meschina, lontana dai suoi cliché ordinari.

Lo affianca da par suo la multiforme Julianne Moore che investita del doppio ruolo delle sorelle Margaret e Rose, rispettivamente moglie e cognata di Gardner, sfodera una duplice interpretazione sorprendente perfino per chi ben conosce la bravura e l'intensità dell'attrice.

Chi invece non recita affatto è proprio George Clooney per Suburbicon ha deciso di restare dietro la macchina da presa per dedicarsi al meglio alla costruzione di un'opera che attraversa diversi generi cinematografici.
Thriller, noir, commedia grottesca, critica sociale, satira politica, tutto si fonde e si confonde in un crescendo di tensione che si riversa anche in una storia parallela all'interno del film: quella dei Meyers, una famiglia di colore vittima di razzismo e soprusi da parte degli abitanti di Suburbicon.

La complessità e la varietà dei toni utilizzati è tipica del cinema dei Coen che in questo caso vengono però arricchiti e integrati dallo stile proprio del regista che ha messo come sempre una grandissima cura anche estetica al suo lavoro.

In questa ricerca di un rigore formale e narrativo George Clooney ha deciso di eliminare nel montaggio finale tutte le scene girate da Josh Brolin che dunque non compare affatto nel film: il regista ha infatti rivelato in un'intervista di aver dovuto tagliare le scene con il personaggio interpretato da Brolin, seppur molto divertenti, dopo essersi accorto che erano un po' fuori luogo e spezzavano la tensione narrativa del film.

Il poster italiano di Suburbicon dal 7 dicembre al cinema

Suburbicon

Un taglio doloroso che viene però compensato dalla presenza di un super Oscar Isaac nei panni di un astuto assicuratore che inizia a dubitare della versione rilasciata dagli interessati sulla dinamica dell'aggressione: un ruolo che all'inizio i Coen avevano offerto proprio a Clooney e che Isaac rende alla perfezione.

Suburbicon è stato presentato in concorso all'ultimo Festival di Venezia e arriva nelle nostre sale dopo essere uscito ad ottobre nei cinema statunitensi dove ha raccolto poco meno di 6 milioni di dollari.

Paolo Piccioli

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Matt Damon, George Clooney, Julianne Moore, Oscar Isaac, Suburbicon

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