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Mission Impossible 3 - corri, Tom, corri!

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Il terzo episodio delle avventure del super agente Ethan Hunt è un divertente giocattolone ad altissima velocità che dilata ulteriormente il concetto di impossibile. Cruise stunt man di lusso nel film che celebra il mestiere dello stunt e che vede Philip Seymour Hoffman nel ruolo di un cattivo degno del miglior James Bond.

 

Una battaglia notturna tra elicotteri nel cielo di Berlino, un'iniezione di adrenalina che permette a una donna di svegliarsi dal coma ed essere subito pronta per la missione, il furto di un'arma mortale durante una funzione in Vaticano, un volteggio alla Tarzan tra i grattacieli di Shangai prima di una furibonda sparatoria da una macchina all'altra tra le strade affollate della metropoli orientale, il cattivo fuori dal finestrino di un aereo come il leggendario Goldfinger; Tom Cruise che sembra sempre più determinato a dare l'interpretazione definitiva della versione umana di una Ferrari.
Si può star sicuri: Mission Impossible III è il primo grande divertimento miliardario della nuova stagione di Hollywood. Un concentrato di azione mozzafiato e tecnologia che avendo acquistato una preziosa dose di ironia sconosciuta ai primi due episodi, può permettersi il lusso di fare della più plateale inverosimiglianza l'essenza della narrazione. Da questo punto di vista, la rapina di Shangai è la testimonianza di quanto lontana sia arrivata la ricerca sui confini del concetto di impossibile. Il primo capitolo della serie ha incassato 454 milioni di dollari nel mondo, il secondo 545. Due dati: l'incasso non tiene conto dell'home video, i film hanno incassato di più lontano dagli Usa.
Mission Impossible 1 e' stato girato quasi 10 anni fa da Brian De Palma, lasciando il ricordo di una proverbiale maestria nella composizione delle immagini e di una grande confusione narrativa; M:I-2. lo ha firmato John Woo nel 2000: la svolta iper cinetica dello stile viene da quel sequel fortunato che dava il benvenuto al terzo episodio prima ancora della conclusione dello script.
J.J. Abrams, regista del cult tv Alias e Lost al suo esordio cinematografico, gira il suo film con il chiaro scopo di mettere in ogni fotogramma il massimo possibile di azione e cose da vedere. Il soggetto dell'inquadratura viene dopo in una pellicola dove spesso si fondono il lavoro della prima e della seconda unità. Dal punto di vista degli effetti speciali e delle scene con gli stunt siamo al massimo mai visto.
E anche in questo, stimolato dal suo ruolo di produttore, Tom Cruise gioca un ruolo da star, visto che il divo di Scientology notoriamente non usa controfigure ed è l'attore più amato dagli stunt men professionisti per il suo coraggio e l'abilità acrobatica. Corri Tom Corri potrebbe essere il sottotitolo di Mission Impossible III, probabilmente il film con la più alta percorrenza di chilometri a piedi fatti di corsa della storia recente. Una performance davvero remarkable quella di Cruise, un'esibizione ad alto tasso adrenalinico paragonabile solo a quella, indimenticabile, data nel talk show di Ophra Winfrey.
In questo esplosivo cocktail di divertimento da pop corn e casse a palla c'è spazio anche per un set italiano, con la reggia di Caserta che, dopo aver ospitato la troupe di Guerre Stellari, ha permesso a quella di Mission Impossible III di trasformarla nel Vaticano.
Resta da dire del cast, remarkable anzi che no anche quello con Laurence Fishburne, Ving Rhames (notevole il suo debutto), Billy Crudup, Jonathan Rhys Meyers (un po' sottotono). Su tutti però spicca, Philip Seymour Hoffman nel ruolo del cattivissimo Owen Davian, una figura di super criminale degno dei più grandi tra i nemici di James Bond.
Paolo Biamonte

 

Pubblicato in Recensioni

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