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Borg McEnroe

Borg McEnroe

Arriva in sala la sfida più attesa.

Fresco vincitore della Festa del Cinema di Roma 2017, Borg McEnroe di Janus Metz porta sullo schermo la storia di una delle più belle rivalità sportive di sempre.

Per il suo esordio alle regia di un lungometraggio, il danese Janus Metz sceglie la storia affascinante di un dualismo che ha fatto epoca non solo nel mondo del tennis e dello sport in genere ma anche in quello del costume sociale.

Il biopic Borg McEnroe racconta infatti l'origine e i momenti più significativi della celebre rivalità tra Bjorn Borg e John McEnroe.

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Una rivalità durata diversi anni a cavallo tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli '80 che toccò probabilmente il suo acme nella leggendaria finale di Wimbledon del 1980, quando il già affermato campione svedese (appena 24enne) mirava a stabilire il record assoluto delle cinque vittorie consecutive nel torneo più prestigioso, trovando sulla strada della gloria l'astro nascente statunitense noto per i suoi colpi di classe e "di testa".

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Chi, come chi scrive, ebbe la fortuna di assistere in diretta TV a quello che allora fu un vero e proprio evento anche mediatico, avrà un motivo in più per emozionarsi davanti alle immagini evocate di quei momenti.

Naturalmente e fortunatamente il film non è la cronaca differita di quella famosa partita, ma è il racconto di due personalità opposte, di due stili totalmente diversi, di due uomini, o per meglio dire due ragazzi, che si fronteggiavano davanti al mondo cercando di vincere prima di tutto la sfida con se stessi e con le proprie paure e insicurezze.

Nei panni di Borg troviamo un somigliantissimo Sverrir Gudnason costretto dal ruolo a misurare le emozioni mentre in quelli di McEnroe, si è calato Shia LaBeouf autore di una efficace e bellissima interpretazione del ribelle dai capelli ricci. Nel cast spicca poi la presenza di Stellan Skarsgard nel ruolo dell'allenatore di Borg, Lennart Bergelin.

Sverrir Gudnason è Bjorn in Borg McEnroe

Borg McEnroe

La differenza tra i caratteri del glaciale svedese Björn Borg e dell'estroso giovane americano John Patrick McEnroe è diventata quasi paradigmatica e si presta perfettamente ad una narrazione per "opposti" che Metz conduce attraverso l'uso dei flashback per mostrare e indagare l'animo profondo dei due protagonisti.

In realtà, come conferma lo stesso regista, e come è facile immaginare, i due rivali erano in fondo molto più simili di quanto potesse sembrare e di quanto il loro comportamento sul campo e la loro tecnica tennistica, perfettamente speculare, facesse credere: "Sia Björn che John avevano la speciale capacità di spingersi ai limiti e perfino di superarli" - commenta Metz -"Credo che questa sia una peculiarità della maggior parte di coloro che hanno raggiunto grandi risultati. E, nonostante il mondo li vedesse come i perfetti opposti, avevano questa particolarità in comune, e la riconoscevano rispecchiandosi nell'altro. Entrambi giocavano a tennis come se da questo dipendesse la loro stessa vita e, mano a mano che la storia procede, assistiamo a come questi due solitari alla fine abbiano trovato comprensione e amicizia uno nell'altro."

Shia LaBeouf è John in Borg McEnroe

Borg McEnroe

Da un punto di vista cinematografico e "letterario" sappiamo bene che la ricostruzione di grandi rivalità sportive emana sempre un certo fascino e molti hanno accostato Borg McEnroe al Rush di Ron Howard (la sfida in Formula 1 tra il creativo James Hunt e il maniacale Niki Lauda), anche se l'ambizione dichiarata da Metz è quella di avvicinarsi all'epica di un film come Toro Scatenato: è per questo che forse un po' enfaticamente il regista vede in questo dualismo, non un semplice duello sportivo ma uno "scontro tra due continenti".

Quel che è certo è che il film è stato apprezzato dal pubblico, che lo ha premiato come miglior opera presentata alla Festa del Cinema di Roma, e ha il merito di riproporre anche per i più giovani una pagina indimenticabile di sport.

Paolo Piccioli

 

Pubblicato in Recensioni

Tags: Shia LaBeouf, Sverrir Gudnason, Borg McEnroe, Janus Metz Pedersen, Stellan Skarsgard

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