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King Arthur: Il Potere della Spada

King Arthur: Il Potere della Spada - Recensione

Guy Ritchie dirige King Arthur: Il Potere della Spada.

Charlie Hunnan e Jude Law sono i protagonisti - antagonisti della sua rilettura in chiave moderna de mito di Re Artù ...

La leggenda senza tempo di Camelot e Excalibur non ha bisogno di grandi presentazioni: tutti ne conoscono la storia.

Ecco il trailer di King Arthur: Il Potere della Spada

King Arthur: Il Potere della Spada racconta infatti di quando il padre del piccolo Arthur viene assassinato e suo zio Vortigern si impadronisce del trono.

Privato dei diritti che gli spetterebbero per nascita e ignaro della sua regale identità, Arthur sopravvive nei vicoli oscuri della città, in quello che può essere definito il lato "sbagliato" della città.

Fino a che il destino lo porta a Camelot dove, come tutti i giovani di una certa età, deve sostenere una prova: tentare di estrarre una spada dalla roccia in cui è misteriosamente conficcata. Una prova quasi inutile, a suo giudizio, perché solo un uomo tra tutti potrà riuscirci. Artù invece è il prescelto, estrarrà incredibilmente la leggendaria Excalibur, trovandosi costretto suo malgrado a affrontare il suo nuovo destino.

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"Per quanto ne sa, Artù è sempre stato povero; ha sempre dovuto rubare ciò di cui aveva bisogno, non gli è mai stato regalato nulla. Quando impugna Excalibur, questa lo rende più forte, ma lui la respinge, non prende la cosa seriamente, non vuole responsabilità" ecco come ha brevemente descritto Charlie Hunnam il suo personaggio, da lui rappresentato come una perfetta combinazione tra spavalderia e vulnerabilità.

King Arthur: Il Potere della Spada

Jude Law dal canto suo, ormai si cala con grandissima disinvoltura nei ruoli da villain, ma la sua caratterizzazione del perfido Vortigern riporta inevitabilmente un po' troppo alla memoria il carismatico Young Pope di Paolo Sorrentino.

Accanto ai due protagonisti principali, da segnalare un cast ottimo a tutti i livelli: Djimon Hounsou, Aidan Gillen, Astrid Bergès Frisbey e Eric Bana.

King Artur: Il Potere della Spada è un viaggio in un universo fantastico dove elefanti e serpenti sono immensi e la magia regna sopra tutto e tutti. Costumi e ambientazioni sono moderni ma ispirati all'epoca medioevale.

Menzione a parte merita la leggendaria spada Excalibur che ha richiesto fasi di lavorazione accuratissime sul set per forgiarla secondo le antiche tradizioni e per renderla assolutamente distinguibile da tutte le altre. Inoltre grazie a potenti effetti speciali ha la caratteristica di creare un circuito di energia con colui che è destinato a brandirla.

Guy Ritchie che ci ha regalato cult come Snatch, Lock and Stock e poi i due strepitosi Sherlock Holmes, in King Artur: Il Potere della Spada fortunatamente mantiene le sue caratteristiche narrative assolutamente vincenti.
Dialoghi decisamente ancorati al presente con il tipico irresistibile humour britannico, salti temporali rivelatori che permettono di scoprire gradualmente i misteri che avvolgono la vicenda e un montaggio martellante che resta uno dei suoi punti di forza. Le accelerazioni durante i combattimenti, inframezzate da scene al rallentatore, contribuiscono a rendere la figura di Artù paragonabile a quella di un moderno super eroe.

La musica continua ad avere un ruolo fondamentale per Guy Ritchie che anche per King Artur: Il Potere della Spada ne ha affidato la composizione a Daniel Pemberton che aveva già collaborato con lui in Operazione U.N.C.L.E.

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Tags: Editor's Choice, Jude Law, Charlie Hunnam, Guy Ritchie, Aidan Gillen, Djimon Hounsou, Eric Bana, King Arthur: Il Potere della Spada, Astrid Bergès Frisbey

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