Cinemaz logo
  • Recensioni

Racconto di Natale con Narnia

Dopo il successo di Shrek il neozelandese Andrew Adamson con Le Cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l'Armadio fa la sua prima esperienza con attori in carne ed ossa. Il regista si è affidato alla Weta Workshop (ha curato anche il make-up di King Kong) e a un pool formato da Industrial Light & Magic e Sony Pictures ImageWorks per gli effetti visivi. Racconta di quattro fratelli sfollati a causa dei bombardamenti nazisti su Londra durante la Seconda Guerra Mondiale che riparano in una casa di campagna di un eccentrico professore. Saranno loro, varcando un magico armadio a mettere fine al domino tirannico della Strega che ha imposto al paese un inverno perenne dove non arriva mai Natale.
Le cronache di Narnia: il Leone, la Strega e l'Armadio diretto dal neozelandese Andrew Adamson (co-regista di Shrek, Shrek 2) al debutto nei film con attori. Adamson ha collaborato alla sceneggiatura insieme a Anne Peacock, Christopher Markus e Stephen McFeely. E’ uno dei più grossi investimenti della Disney negli ultimi anni: si calcola che fra produzione e promozione siano stati spesi non meno di 250 milioni di dollari.
Il film prende le mosse dalla saga del medievalista irlandese Charles S. Lewis (1898-1963) che nel 1950 pubblicò Il Leone, la Strega e l’Armadio, il primo di sette volumi per ragazzi raccolti sotto il titolo Le Cronache di Narnia. Pensare che lo scrittore era fermamente contrario a una versione cinematografica o televisiva della sua saga. Lo rivela una sua lettera pubblicata sul sito letterario www.nthposition.com.
Vi si narrano le avventure dei quattro fratelli Pevensie nella Londra della Seconda Guerra Mondiale: Lucy, Edmund, Susan e Peter, i quali trovano nell’armadio una porta che li immette nel fantastico mondo di Narnia, una terra affascinante e pacifica, regno del buon leone Aslan e di altri animali parlanti, nani, fauni, centauri e giganti, tuttavia, questo mondo fatato è minacciato dall'eterno inverno scatenato dalla malvagia Strega Bianca Jadis. Guidati dal nobile e mistico Leone Aslan, i bambini s'impegnano in una spettacolare battaglia per liberare Narnia dal gelido incantesimo della Strega.
La creazione di Lewis divenne presto una leggenda, prima di Il Signore degli Anelli. I romanzi della serie Narnia hanno venduto oltre 85 milioni di copie nel mondo tradotti in 29 diverse lingue. Ora il primo volume è diventato un film, grazie alla Walt Disney e al produttore Mark Johnson (La passione di Cristo).
Tilda Swinton è la malvagia Strega Bianca; James McAvory è il fauno che rischia la vita per salvare i bambini; il premio Oscar Jim Broadbent e’ l’anziano professor Kirke, la cui eccentrica casa di campagna ospita il magico armadio. Il Leone Aslan è una creatura digitale, come tante altre nel film ricco di effetti speciali. I quattro giovani protagonisti dl film, tutti inglesi, sono: William Moseley, Anna Popplewell, Skandar Keynes e Georgie Henley.
Dal successo di questo primo film dipenderà il futuro della serie (in progetto ci sono sei titoli tratti dai sette romanzi) che vorrebbero oscurare quella di Il Signore degli Anelli. Narnia e Il Signore degli Anelli furono scritti negli stessi anni, i due autori si conoscevano, entrambe le opere riflettono l’ansia e la confusione del mondo uscito dalla Seconda Guerra Mondiale. E’ vero dice il regista: Lewis e Tolkien erano amici e leggevano in anteprima le storie l’uno dell’altro, ne discutevano spesso litigavano. Tolkien era un purista circa le mitologie, mentre Lewis sosteneva che si doveva uscire dagli schemi e creare nuovi miti. Devo la realizzione di questo film al mio amico e connazionale Peter Jackson. Il successo di Il Signore deli Anelli ha convinto gli Studi di Hollywood che è possibile prendere un classico della letteratura, per ragazzi o meno, e adattarlo con successo al cinema. Ma continua Adamson: non esistono molte analogie fra Narnia e Il Signore degli Anelli. Il mondo di Narnia e’ diverso dalla Terra di Mezzo, non è così dark e angonsicante, è molto più allegro. Il mio è in fondo un piccolo film per famigle ambientato in uno scenario mitico. Per portare sul grande schermo la sua fantasiosa visione della storia, Adamson si è assicurato il talento del direttore della fotografia candidato all'Oscar Donald McAlpine, dello scenografo candidato all'Oscar Roger Ford, della costumista Isis Mussenden, dei montatori Sim Evan-Jones e Jim May e del compositore Harry Gregson-Williams.

 

Pubblicato in Recensioni

MemoCinema

MemoCinemaTi ricordi la trama di un film ma non conosci il titolo? Prova MemoCinema, il sito che ti aiuta a ritrovare i film dimenticati.

Browser Suggeriti

browser chrome browser firefox browser safari

Google Plus