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Richard Gere porta a Roma la storia del senzatetto George

Tra gli ospiti internazionali annunciati e attesi al Festival di Roma c'è anche Richard Gere, ormai affezionatissimo all'Italia, considerando che quest'anno ha già sostato al Giffoni Film Festival.

 

 

Proprio durante la sua presenza a Giffoni Valle Piana, l'attore aveva preannunciato che Time out of Mind, il suo ultimo lavoro, sarebbe presto stato presentato al Toronto Film Festival e aveva sottolineato la speranza di portarlo a Roma.

Ora che è stato accontentato, l'attore non poteva di certo mancare e infatti – come promesso – lo vedremo sul red carpet della Capitale, pronto a parlarci della pellicola diretta da Oren Moverman, al suo terzo lungometraggio dietro la macchina da presa.

Moverman torna a raccontare la storia di un uomo solo e arrabbiato, dopo il veterano di The Messenger e il turbolento agente di Rampart: stavolta il protagonista è un senzatetto di New York, che prova in tutti i modi a ricongiungersi con la figlia. I ben informati ricorderanno sicuramente che qualche settimana fa Richard Gere, mentre si trovava sul set, fu scambiato effettivamente per un vagabondo e che un turista francese gli offrì molto generosamente un pezzo di pizza, non riconoscendolo. Ecco, Richard stava vestendo i panni di George, "un vagabondo che non accetta di esserlo – per citare Cinemablend - e che spesso trama contro quelli intorno a lui".

"Ci siamo approcciati a questo film – ha dichiarato il regista – come se ci esercitassimo con la compassione e la prospettiva. Non stiamo provando a risolvere il problema delle persone senza dimora, non abbiamo risposte – abbiamo solo una persona, e una storia". La storia, però, un po' dovrete immaginarvela: nel film non viene infatti spiegato quale fosse la vita di George prima di dormire per strada, né cosa lo abbia portato a vagabondare per la città: "Il pubblico non ha bisogno dei retroscena. – ha dichiarato a questo proposito Gere – Sapete, nella vita noi giudichiamo continuamente le persone senza sapere nulla di loro". E tutto, nella pellicola, è effettivamente 'nudo e crudo': le scene girate per strada sono state realizzate grazie a telecamere nascoste nei negozi, mentre si è dedicata più attenzione (e più soldi) ai suoni, che dovevano fedelmente riprodurre la vita frenetica di una delle città più dinamiche del mondo.

"Dentro di me a un certo punto ho pensato 'Sarà noiosissimo'. – ha confessato Gere – Oren veniva da me e diceva 'Prenditi il tuo tempo, prenditi il tempo che serve'. Ok, mi son detto, quindi è così che gireremo il film. E ho finito per sentirmi intossicato da questo differente senso del tempo... perché è un tempo particolare, il tempo in realtà non è più un fattore. C'è solo questo ragazzo".

"Desideriamo tutti amore, affetto, di essere visti, di essere abbracciati, di far parte di qualcosa. – ha aggiunto ancora Richard Gere – Nei senzatetto è tutto amplificato e molto chiaro. La gentilezza di qualcuno che ti guarda, sorride e dice 'Ti auguro felicità', questi ragazzi non ce l'hanno. Non credo che alla fine del film vedremo un senzatetto. Vedremo noi stessi, nudi, desiderosi di qualcosa. È il nostro comune denominatore. Vogliamo tutti essere visti".

Time out of mind verrà presentato al Festival di Roma nella sezione Cinema d'oggi. Oltre a Richard Gere, nel cast figurano anche Kyra Sedgwick, Steve Buscemi, Jena Malone.

by funweek.it/cinema

 

 

 

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