Philip Rich ci racconta della fortuna di Harrison Ford e del rocambolesco modo in cui si è trasformato da falegname in super star di Hollywood. Chi ha mai pensato che la carriera di Luke Skywalker e Indiana Jones è cominciata grazie a pialle, seghe, lime e ai cassetti sfondati della scrivania di uno dei più influenti boss di Hollywood? per trasformarsi da falegname in super divo ci vuole anche tanta fortuna ma si sa che la Dea bendata è stata sempre pazza di Harrison Ford.
Ci eravamo conosciuti quando lui era un ragazzo e, per l'appunto faceva ancora il falegname. Era un timido, parlava pochissimo, sognava di fare il cinema ma non amava raccontarlo. Il lavoro gli rendeva bene e, come diceva lui, "perché devo andare a sbattermi sui set quando senza troppi pensieri me la passo benone?".
"Perché sei un coglione, se avessi avuto la tua faccia avrei avuto Hollywood ai miei piedi" rispondevo io.
Nel frattempo Harrison era diventato il falegname di fiducia di alcuni dei giovani talenti del cinema americano, gente tipo George Lucas e Steven Spielberg. La dritta giusta ce la diede Richard Dreyfuss che aveva appena rifiutato il ruolo del protagonista di American graffiti offertogli da Lucas.
"Oggi George è nello studio del produttore del film che è furibondo perché gli si sono sfasciati i cassetti della scrivania" ci disse Dreyfuss. Prendemmo l'appuntamento per riparare la famosa scrivania. Arrivammo nel pomeriggio: Lucas era già li. Facevamo una bella coppia Harrson e io, lui con la sua attrezzatura da falegname io con lo smoking e il Borsalino rosa.
Entrammo nello studio e, mentre io raccontavo qualche aneddoto sui miei amici italiani, il futuro Indiana Jones riparò i cassetti.
Non riuscivano a trovare il sostituto di Dreyfuss. A un certo punto il boss, dopo aver fissato Ford per un po', si rivolse a Lucas e disse: "che ne dici di prendere lui?".
"Ti andrebbe di fare un film sull' America dei primi tempi del rock'n'roll?" gli domandò George. Di lì a poco, Harrison Ford si trovò sul set di American Graffiti.
Nonostante il successo continuò a fare il falegname. Solo dopo essere stato Luke Skywalker in Guerre stellari le cose cominciarono a girargli in modo diverso.
Nel frattempo stavano preparando Indiana Jones e avevano offerto il personaggio a Tom Selleck che non accettò perché aveva già firmato il contratto per Magnum P.I. e non credeva che il film gli desse le stesse garanzie di una serie tv per la quale aveva già un'opzione per i prossimi anni e che, comunque, resta uno dei più grandi successi televisivi degli anni '80. Il no di Selleck, che è ricordato come uno dei più clamorosi autogol della storia del cinema, aveva messo tutti in difficoltà. "Perché non chiamiamo il falegname?" domandò il boss. "Perché no?" rispose Spielberg.
Quando cominciarono le riprese di Indiana Jones Harrison Ford decise che era arrivato il momento di smettere di fare il falegname.
Paolo Biamonte








