Recensioni Film
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Recensione film: BREAKING DAWN - PARTE 2
Recensione film: BREAKING DAWN - PARTE 2
Recensione film: MISSION: IMPOSSIBLE - PROTOCOLLO FANTASMA
Recensione film: VITA DI PI
Recensione film: IL LATO POSITIVO
Recensione film: VITA DI PI
Autore: Ilaria
Data:
19/02/2013 12:51
Devo dire che mi è piaciuto più del previsto. Avevo trovato il trailer interessante, ma non ero convinta di andarlo a vedere, non mi era piaciuto il paragone con Avatar, rispetto agli incassi c'era un'aspettativa forse troppo elevata. Complessivamente un bel film, una bella storia, è un modo di raccontare quella che si può definire "fede", o "viaggio spirituale" o come dir si voglia... belle le immagini iniziali, l'India, i giardini, gli animali ... e belle le immagini notturne dell'oceano, delle tempeste. Il film suscita quella giusta tensione in alcuni momenti e tanta emozione in altri. Consigliato? Si
Recensione film: COGAN - KILLING THEM SOFTLY
Recensione film: BUONA GIORNATA
Recensione film: BREAKING DAWN - PARTE 1
Autore: Ilaria
Data:
19/02/2013 12:49
Partiamo dal presupposto che ho seguito con piacere la saga per intero ... per prima cosa, si nota una regia diversa dal solito, e questo ha portato a notevoli differenze, alcune positive altre meno.
Partiamo dai punti di forza. La canzone degli Iron & Wine mentre Edward e Bella si baciano al matrimonio e l'aver ripreso le musiche del primo capitolo è certamente una nota positiva che da continuità ai 4 capitoli della saga ... poi ... finalmente vediamo Edward sorridere un pò di più rispetto alle facce tristi e sfigate che faceva anche quando baciava Bella negli episodi precedenti ... e ancora, ultima ma non ultima, l'elevata fedeltà del film rispetto al libro.
Aree di miglioramento. Fotomontaggi a dir poco orrendi. Non sembra sia un film creato nel 2011, solo a vederli, gli avrei dato 10 anni di meno (per essere clemente). Ciò che manca in questa regia è quell'atmosfera tensionale che, accompagnata al romanticismo necessario, ci ha incollati allo schermo nei capitoli precedenti ... a momenti sembrava un film comico!
Nonostante tutto, da vedere, almeno per associare delle immagini a quanto letto nel libro ...per chi lo ha letto... e se non lo avete letto, fatelo, almeno per vivere più intensamente la loro prima notte di nozze e, soprattutto direi, la trasformazione di Bella...
buona visione!
Partiamo dai punti di forza. La canzone degli Iron & Wine mentre Edward e Bella si baciano al matrimonio e l'aver ripreso le musiche del primo capitolo è certamente una nota positiva che da continuità ai 4 capitoli della saga ... poi ... finalmente vediamo Edward sorridere un pò di più rispetto alle facce tristi e sfigate che faceva anche quando baciava Bella negli episodi precedenti ... e ancora, ultima ma non ultima, l'elevata fedeltà del film rispetto al libro.
Aree di miglioramento. Fotomontaggi a dir poco orrendi. Non sembra sia un film creato nel 2011, solo a vederli, gli avrei dato 10 anni di meno (per essere clemente). Ciò che manca in questa regia è quell'atmosfera tensionale che, accompagnata al romanticismo necessario, ci ha incollati allo schermo nei capitoli precedenti ... a momenti sembrava un film comico!
Nonostante tutto, da vedere, almeno per associare delle immagini a quanto letto nel libro ...per chi lo ha letto... e se non lo avete letto, fatelo, almeno per vivere più intensamente la loro prima notte di nozze e, soprattutto direi, la trasformazione di Bella...
buona visione!
Recensione film: BREAKING DAWN - PARTE 1
Autore: Alessandro Bottai
Data:
19/02/2013 12:49
Nonostante io sia forse un po' "fuori target" per Breaking Dawn, devo dire che mi è piaciuto molto: fatto bene, segue il libro senza inventare cose strane, regia attenta e precisa, cast straordinario (sono veramente tutti perfetti nei rispettivi ruoli, assolutamente ineccepibili).
Avevo trovato New Moon un po' lento, anche se capisco che non era destinato a un 50enne maschio ma piuttosto a preadolescenti e adolescenti, preferibilmente femmine (sulle quali il linguaggio del film è completamente centrato: bravi, che altro dire, veramente bravi); invece questa prima parte di Breaking Dawn fila liscia liscia, coinvolgente anche nei momenti doverosamente lenti (non si possono descrivere certi stati d'animo con i tempi di un action movie).
Ho letto da quale parte che si rimprovera agli attori di essere inespressivi: mi spiace, non sono affatto d'accordo. Forse Kristen Stewart non avrà uno sguardo magnetico, però è perfetta per il ruolo e comunque è carina e fotogenica; Robert Pattinson migliora sempre di più con il passare del tempo, Taylor Lautner ... beh, ne vogliamo parlare? ;-) Ma poi tutti sono carini, i vampiri sono perfetti, mamma e papà Cullen sono sempre premurosi e presenti, insomma tutti gli interpreti sono giusti nei loro ruoli. Si permettono anche qualche battuta di spirito - che non guasta affatto. Insomma fanno bene la loro parte, non devono interpretare l'Amleto ma una storia che parla anche - soprattutto - dell'incapacità di comunicare propria del mondo dei più giovani. Hanno le stesse espressioni, a volte vuote o assenti o distratte, perché no, che tante volte fanno imbestialire noi genitori quando interagiamo con i nostri figli. Le stesse esitazioni, gli stessi momenti di indecisione, quella straordinaria capacità di perdere il momento giusto per spiegarsi, che soltanto l'inesperienza di una vita ancora troppo breve può giustificare. Però posso capire che qualche critico cinematografico troppo "giovane" non abbia la sensibilità per cogliere questi elementi. Per fortuna - anzi, per bravura di Stephenie Meyer e di tutto lo staff della produzione, a cominciare da chi ha fatto il casting - il pubblico è invece molto reattivo ai linguaggi dei libri e dei film: se questa Saga è diventata un fenomeno mondiale, evidentemente è un prodotto fatto molto, molto bene. E Breaking Dawn è assolutamente all'altezza del successo fin qui ottenuto dagli altri tre film.
Riesce inoltre a toccare una serie di argomenti - tra i quali quello difficilissimo di una gravidanza accidentale - in modo coraggioso e completo, attraverso il vissuto di tutti quelli che sono coinvolti, direttamente o indirettamente, nell'evento. Altro elemento a favore del film.
A questo punto ... lo posso dire? ... porca miseria, tocca aspettare fino a novembre 2012 per vedere il resto!!!!
Avevo trovato New Moon un po' lento, anche se capisco che non era destinato a un 50enne maschio ma piuttosto a preadolescenti e adolescenti, preferibilmente femmine (sulle quali il linguaggio del film è completamente centrato: bravi, che altro dire, veramente bravi); invece questa prima parte di Breaking Dawn fila liscia liscia, coinvolgente anche nei momenti doverosamente lenti (non si possono descrivere certi stati d'animo con i tempi di un action movie).
Ho letto da quale parte che si rimprovera agli attori di essere inespressivi: mi spiace, non sono affatto d'accordo. Forse Kristen Stewart non avrà uno sguardo magnetico, però è perfetta per il ruolo e comunque è carina e fotogenica; Robert Pattinson migliora sempre di più con il passare del tempo, Taylor Lautner ... beh, ne vogliamo parlare? ;-) Ma poi tutti sono carini, i vampiri sono perfetti, mamma e papà Cullen sono sempre premurosi e presenti, insomma tutti gli interpreti sono giusti nei loro ruoli. Si permettono anche qualche battuta di spirito - che non guasta affatto. Insomma fanno bene la loro parte, non devono interpretare l'Amleto ma una storia che parla anche - soprattutto - dell'incapacità di comunicare propria del mondo dei più giovani. Hanno le stesse espressioni, a volte vuote o assenti o distratte, perché no, che tante volte fanno imbestialire noi genitori quando interagiamo con i nostri figli. Le stesse esitazioni, gli stessi momenti di indecisione, quella straordinaria capacità di perdere il momento giusto per spiegarsi, che soltanto l'inesperienza di una vita ancora troppo breve può giustificare. Però posso capire che qualche critico cinematografico troppo "giovane" non abbia la sensibilità per cogliere questi elementi. Per fortuna - anzi, per bravura di Stephenie Meyer e di tutto lo staff della produzione, a cominciare da chi ha fatto il casting - il pubblico è invece molto reattivo ai linguaggi dei libri e dei film: se questa Saga è diventata un fenomeno mondiale, evidentemente è un prodotto fatto molto, molto bene. E Breaking Dawn è assolutamente all'altezza del successo fin qui ottenuto dagli altri tre film.
Riesce inoltre a toccare una serie di argomenti - tra i quali quello difficilissimo di una gravidanza accidentale - in modo coraggioso e completo, attraverso il vissuto di tutti quelli che sono coinvolti, direttamente o indirettamente, nell'evento. Altro elemento a favore del film.
A questo punto ... lo posso dire? ... porca miseria, tocca aspettare fino a novembre 2012 per vedere il resto!!!!
Recensione film: DRIVE
Autore: Alessandro Bottai
Data:
19/02/2013 12:49
E' comprensibile che Drive sia stato trovato lento da alcuni, forse palloso (leggendo i commenti su fb...). Però, pensandoci bene, ci sono alcune cose che invece lo rendono un film assolutamente interessante:
1) il protagonista è straordinario: la sua interpretazione, così silenziosa, fatta in fondo di poche espressioni, riesce però a trasmettere un'intensità rara. Bravissimo.
2) per tutto il film c'è una tensione di fondo che si concentra in alcuni momenti clou, ma che non abbandona mai lo spettatore. Le scene iniziali, subito dopo la rapina, fatte di attese, di lenti spostamenti in macchina, di pause, sono sicuramente momenti di cinema eccezionali.
3) gli inseguimenti in macchina: reali, concreti, senza le solite acrobazie alle quali siamo abituati ma invece assolutamente plausibili (e pieni di ansia....).
Sono uscito anch'io dal cinema un po' perplesso: certamente un film fuori dal comune, ma non ero certo che la mia valutazione fosse poi completamente positiva. E invece, dopo averlo digerito, devo riconoscere al regista una grande originalità espressiva, il coraggio di scelte anche difficili nella struttura narrativa che però contribuiscono a guidare lo spettatore nella storia in modo non consueto ma molto intenso.
E poi vorrei segnalare che - secondo me - Drive è un incredibile omaggio a Shane (Il Cavaliere della Valle Solitaria), film western di George Stevens con Alan Ladd.
In Shane abbiamo infatti un misterioso cowboy senza passato (Shane), che arriva in un paesello, trova lavoro presso la famiglia Starrett (Joe, la moglie Marian e il figlio Joey) e si viene subito a creare una simpatia con Miriam ma soprattutto con il piccolo Joey.
Il paesello è vessato dai soliti cattivoni, ma Shane si rivela un difensore imbattibile: anche se non professa la violenza, esce sempre vittorioso da varie scazzottate con i prepotenti Ryker. E fin qui, mi sembra che le due storie abbiano molti punti in comune, anzi addirittura una totale sovrapposizione.
Ma le analogie proseguono: Shane, come Driver, combatterà per difendere la famiglia amica, al punto che affronterà e ucciderà in duello il killer al soldo dei Ryker. Esattamente come Driver, prima del duello Shane saluta per l'ultima volta gli Starrett.
-- Attenzione: da questo punto in poi ci sono degli spoiler. Se pensate di andare a vedere il film e non volete sapere come finisce .... fermatevi qui! :-) --
Sia Shane che Driver escono feriti dall'ultimo scontro, ed entrambi se ne andranno, da soli, verso un destino misterioso. Tanto misterioso che ancora oggi - dopo oltre 50 anni, Shane è del 1953 - c'è chi dice che Shane va a morire da solo, e chi invece sostiene che va via ferito si, ma non moribondo (tant'è che ne parlano anche Samuel L. Jackson e Kevin Spacey in Il Negoziatore). Shane comunque abbandona paesello e nuovi amici perché è portatore sano, diciamo così, di una violenza che lui stesso rifiuta ma che non può evitare di applicare per difendere le persone che ama. Però non vuole diventare un modello da seguire, cosa che invece sta iniziando ad accadere con il piccolo Joey, per cui decide di sparire dopo aver risolto il problema.
Anche Driver deve affrontare lo stesso dilemma: sotto un'indole pacifica e gentile si nasconde in realtà un combattente determinato, totalmente lucido (la scena del bacio in ascensore - bellissima, con un cambio di luci magistrale - esalta tutta la lucidità del personaggio, che però riesce a non essere mai freddo), che se costretto non esita a ricorrere alla violenza in modo completo, totale, davanti allo sguardo esterrefatto di Irene. E anche lui arriva alla conclusione di non potersi proporre per una relazione stabile, non dopo che è stato costretto a mostrare la parte più violenta di se stesso.
Anche Drive lascia il finale aperto - omaggio al grande Shane: Driver va da solo nella notte a morire, o si sta solo allontanando dalle persone care?
A voi la scelta: quando ho visto Shane da piccolo, non avevo colto l'ipotesi della morte; ora che sono più grandino non avrei alcun dubbio, Shane muore; come muore Driver, inadatti - l'uno e l'altro - al mondo normale, fatto di gente normale, che lottano per difendere. Serve un mostro per combattere i mostri, ma una volta completato il lavoro ... perbacco, lo sa anche Terminator ;-)
1) il protagonista è straordinario: la sua interpretazione, così silenziosa, fatta in fondo di poche espressioni, riesce però a trasmettere un'intensità rara. Bravissimo.
2) per tutto il film c'è una tensione di fondo che si concentra in alcuni momenti clou, ma che non abbandona mai lo spettatore. Le scene iniziali, subito dopo la rapina, fatte di attese, di lenti spostamenti in macchina, di pause, sono sicuramente momenti di cinema eccezionali.
3) gli inseguimenti in macchina: reali, concreti, senza le solite acrobazie alle quali siamo abituati ma invece assolutamente plausibili (e pieni di ansia....).
Sono uscito anch'io dal cinema un po' perplesso: certamente un film fuori dal comune, ma non ero certo che la mia valutazione fosse poi completamente positiva. E invece, dopo averlo digerito, devo riconoscere al regista una grande originalità espressiva, il coraggio di scelte anche difficili nella struttura narrativa che però contribuiscono a guidare lo spettatore nella storia in modo non consueto ma molto intenso.
E poi vorrei segnalare che - secondo me - Drive è un incredibile omaggio a Shane (Il Cavaliere della Valle Solitaria), film western di George Stevens con Alan Ladd.
In Shane abbiamo infatti un misterioso cowboy senza passato (Shane), che arriva in un paesello, trova lavoro presso la famiglia Starrett (Joe, la moglie Marian e il figlio Joey) e si viene subito a creare una simpatia con Miriam ma soprattutto con il piccolo Joey.
Il paesello è vessato dai soliti cattivoni, ma Shane si rivela un difensore imbattibile: anche se non professa la violenza, esce sempre vittorioso da varie scazzottate con i prepotenti Ryker. E fin qui, mi sembra che le due storie abbiano molti punti in comune, anzi addirittura una totale sovrapposizione.
Ma le analogie proseguono: Shane, come Driver, combatterà per difendere la famiglia amica, al punto che affronterà e ucciderà in duello il killer al soldo dei Ryker. Esattamente come Driver, prima del duello Shane saluta per l'ultima volta gli Starrett.
-- Attenzione: da questo punto in poi ci sono degli spoiler. Se pensate di andare a vedere il film e non volete sapere come finisce .... fermatevi qui! :-) --
Sia Shane che Driver escono feriti dall'ultimo scontro, ed entrambi se ne andranno, da soli, verso un destino misterioso. Tanto misterioso che ancora oggi - dopo oltre 50 anni, Shane è del 1953 - c'è chi dice che Shane va a morire da solo, e chi invece sostiene che va via ferito si, ma non moribondo (tant'è che ne parlano anche Samuel L. Jackson e Kevin Spacey in Il Negoziatore). Shane comunque abbandona paesello e nuovi amici perché è portatore sano, diciamo così, di una violenza che lui stesso rifiuta ma che non può evitare di applicare per difendere le persone che ama. Però non vuole diventare un modello da seguire, cosa che invece sta iniziando ad accadere con il piccolo Joey, per cui decide di sparire dopo aver risolto il problema.
Anche Driver deve affrontare lo stesso dilemma: sotto un'indole pacifica e gentile si nasconde in realtà un combattente determinato, totalmente lucido (la scena del bacio in ascensore - bellissima, con un cambio di luci magistrale - esalta tutta la lucidità del personaggio, che però riesce a non essere mai freddo), che se costretto non esita a ricorrere alla violenza in modo completo, totale, davanti allo sguardo esterrefatto di Irene. E anche lui arriva alla conclusione di non potersi proporre per una relazione stabile, non dopo che è stato costretto a mostrare la parte più violenta di se stesso.
Anche Drive lascia il finale aperto - omaggio al grande Shane: Driver va da solo nella notte a morire, o si sta solo allontanando dalle persone care?
A voi la scelta: quando ho visto Shane da piccolo, non avevo colto l'ipotesi della morte; ora che sono più grandino non avrei alcun dubbio, Shane muore; come muore Driver, inadatti - l'uno e l'altro - al mondo normale, fatto di gente normale, che lottano per difendere. Serve un mostro per combattere i mostri, ma una volta completato il lavoro ... perbacco, lo sa anche Terminator ;-)
Recensione film: BOX OFFICE 3D - 3D - IL FILM DEI FILM
Recensione film: WARM BODIES
Autore: Alessandro Bottai
Data:
19/02/2013 12:48
Finalmente un punto di vista originale sugli zombie :-) Un film veramente piacevole, forse appena un pochino lento, avrebbe potuto essere più corto, ma a parte questo carino e divertente.
Teresa Palmer è perfetta: non è la solita bellina delle commedie, riesce invece a interpretare in modo impeccabile una vena di umorismo surreale che funziona perfettamente.
Molto carina la citazione di Romeo e Giulietta, con tanto di balcone ... e Romeo già morto :-)
Insomma, secondo me due ore piacevolissime al cinema.
Teresa Palmer è perfetta: non è la solita bellina delle commedie, riesce invece a interpretare in modo impeccabile una vena di umorismo surreale che funziona perfettamente.
Molto carina la citazione di Romeo e Giulietta, con tanto di balcone ... e Romeo già morto :-)
Insomma, secondo me due ore piacevolissime al cinema.